“FURORE”

Interpretazione liberamente tratta dal romanzo di John Steinbeck.

La storia di questo spettacolo comincia quando un giardiniere-lettore si imbatte in Furore e si commuove, fino alle lacrime, sull’ultima pagina del romanzo di Steinbeck. Quel giardiniere-lettore si accorge che quel libro parla a noi, adesso; che parla di noi, in quanto uomini che cercano di vivere meglio, di stare bene, e per questo si mettono disperatamente in viaggio, per il desiderio insopprimibile e forse impossibile di una vita più felice, più dignitosa, meno amara… di una terra promessa per cui sono disposti a rischiare tutto. E sente, il giardiniere-lettore, che in quell’ultima pagina c’è qualcosa di molto potente, c’è qualcuno che dona sé stesso perché un altro viva, e pensa che sentir parlare di questa possibilità data agli uomini di andare oltre sé stessi possa riaprire il cuore alla speranza di un bene…

Da qui nasce il desiderio di offrire a tutti la voce di Steinbeck e la storia che racconta, accompagnata da immagini e musiche straordinarie. Da qui, e dal fatto che il giardiniere-lettore ha la bella abitudine di condividere le sue scoperte con gli amici, per cui questo spettacolo è prima di tutto un gesto d’amicizia e un omaggio a un amico.

“Ho fatto tutto per essere felice”
Enzo Piccinini, storia di un insolito chirurgo

Dialogo sul libro con:

  • dott. Isacco Montroni, responsabile U.O. Chirurgia Generale dell’Ospedale di Faenza
  • dott.sa Agnese Venuta, anestesista presso l’ospedale di Suzzara
  • dott. Andrea Veroni, neurochirurgo

“Com’è grande il pensiero che veramente
nulla a noi è dovuto.
Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa?
E allora perché attendiamo?”
Cesare Pavese (Il mestiere di vivere)

Si può (veramente?!) vivere così? Una radice che continua a generare

L’Ass. Culturale “Gli Argonauti” in collaborazione con il settimanale “Notizie”, i Centri Culturali “La collina della poesia” e “Nuovi Incontri”, e il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, propongono un incontro testimonianza per il periodo d’Avvento dal titolo: “Si può (veramente?!) vivere così? Una radice che continua a generare”.

Ci sono incontri nella vita che sarebbe un peccato non condividere, uno di questi è stato nel 2010 in Cambogia con P. Alberto Caccaro Missionario del Pime che proprio in quel territorio martoriato dal genocidio dei Khmer rossi nel 1975 aveva iniziato la sua missione dal 2001.

Quando lo abbiamo invitato, tra le altre cose, ci ha detto:
«Davanti alle malattie, al dolore della gente, ho capito da subito che la mia missione non consisteva nel “fare miracoli”, ma “quel po’ di bene che il Signore mi concedeva di fare”»
Da questa fede in Dio e dagli interlocutori autorevoli che hanno “popolato” la sua vita è nato tutto ciò che oggi Padre Alberto può raccontare come frutto di quella “radice che continua a generare”.

Nadia Bertelli, Ass. Gli Argonauti

Dialogo con Padre Alberto Caccaro, Sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere.

Nessun uomo è un’isola

“La società sempre più globalizzata ci rende vicini ma non ci rende fratelli”, così si legge nell’ultima Lettera Enciclica di Papa Francesco. “Fratelli tutti”: proprio a partire da questo richiamo di San Francesco d’Assisi vorremmo dialogare su quello che i sociologi definiscono “capitale sociale” e il Papa propone quale “fraternità aperta” o “amicizia sociale”.

Occorre riscoprire il valore della comunità a cui apparteniamo ma soprattutto chiederci: da dove nasce, su cosa è fondata, cosa le permette di essere tale?

Dialogheremo su questo con il Prof. Pier Paolo Bellini, docente presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche Sociali e della Formazione presso l’Università degli Studi del Molise.

La piccola onda

Il coraggio di dire io

Dialogo con il giornalista Ubaldo Casotto sulla figura di Václav Havel.

Dopo il COVID: Quelli che si rialzano

Dialogo a partire dal libro “Il risveglio dell’umano” di J. Carrón con il prof. Giorgio Vittadini, ordinario di statistica metodologica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.

Il profitto non basta – Una economia a servizio dell’uomo e della casa comune

In questo momento così drammatico per alcuni e sicuramente impegnativo per tutti, l’associazione “Gli Argonauti”, che organizza ogni anno “La festa più pazza del mondo” di Carpi, ha ritenuto fosse urgente dialogare con persone che possano aiutarci a guardare gli avvenimenti e le situazioni che ci sono da affrontare tenendo conto dei tanti fattori in gioco.

L’incontro è in collegamento con il prof. Stefano Zamagni, economista, nominato da Papa Francesco presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che ha studiato per anni la cosiddetta “economia del dono”, e che ha un curriculum di assoluta eccellenza.
A condurre l’incontro sarà il nostro amico Francesco Seghezzi, Presidente di Fondazione ADAPT per gli studi sul diritto del lavoro, fondata da Marco Biagi.

Il titolo dell’incontro è “Il profitto non basta. Una economia a servizio dell’uomo e della casa comune”: sarà in forma di dialogo con domande dal pubblico, per favorire un confronto a partire dal vissuto quotidiano e lavorativo di ognuno.

L’archivio completo delle registrazioni degli eventi è disponibile nel nostro canale YouYube.